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Martedì 17 giugno le forze dell'ordine, cani al guinzaglio dei padroni,
hanno attuato l'ennesima manovra repressiva in Bolognina. Alle 8 del
mattino un ingente schieramento di sbirri ha completamente bloccato la
strada di Via della Beverara per sgomberare "casa Mannaja". Lo stabile,
di proprietà del comune, era sfitto da anni e 6 mesi fa un gruppo di
compagni, con la necessità di un tetto e la voglia di riappropriarsi di
uno spazio di autogestione, aveva deciso di farlo rivivere. Lo sgombero
è avvenuto sotto regia della digos e per mano dei pompieri che, nel
tentativo di aprire le grate delle finestre, hanno ferito con un
flessibile la mano di un compagno che resisteva dentro l'abitazione.
Dopo questo eroico gesto hanno ben deciso di usare gli idranti sparando
getti d'acqua contro i resistenti, mentre la digos non perdeva istante
per continuare a minacciare di arresto gli occupanti. Lo sgombero è
durato oltre 5 ore, al termine delle quali i 5 occupanti sono stati
identificati, portati in questura e lì trattenuti. Dopo 4 ore di fermo
2 compagni sono usciti, mentre per i restanti 3 è stato disposto
l'arresto. In serata sono stati portati al carcere della Dozza.

Nella stessa giornata, conclusa lo sgombero di "Casa Mannaja", gli
sbirri si sono spostati in via Zampieri 14 A (sempre in Bolognina) dove
uno stabile di proprietà dell'ACER vuoto da anni era stato occupato
appena 2 giorni fa. Il posto era stato riaperto per farne un circoletto
di quartiere, punto di aggregazione e socialità, laboratorio di lotta
per incontrarsi e organizzarsi insieme contro sfratti, sgomberi e contro
la polizia che infesta le nostre strade.

Immediatamente nelle strade intorno al circoletto AcerChiata molti
solidali sono accorsi, improvvisando un pranzo, creando striscioni e poi
partendo in corteo per le vie del quartiere.

Appuntamenti per domani, in attesa di maggiori notizie di FRA, TOM e
NICO:

MERCOLEDI' 18 GIUGNO:

- ORE 13.30: PRANZO SOLIDALE ANGOLO VIA ZAMPIERI-VIA A. DI VINCENZO
QUARTIERE BOLOGNINA CON LA MENSA AUTOGESTITA "EAT THE RICH"

- ORE 16.00: ASSEMBLEA PER RILANCIARE LA LOTTA PER GLI SPAZI, CONTRO
SGOMBERI E RIQUALIFICAZIONE DEL QUARTIERE

- ORE 19.00: PRESIDIO SOLIDALE CON FRA, TOM E NICO AL CARCERE DELLA
DOZZA (STRADINA ANGOLO VIA DEL GOMITO, CAPOLINEA AUTOBUS 25 A)

Centinaia di persone (poche o molte, a seconda che si leggano i giornali o si sia visto passare il corteo sotto casa) hanno ripercorso, nel pomeriggio di ieri, le strade di Barriera di Milano, Aurora e Porta Palazzo, i quartieri in cui, negli ultimi anni, si sono intrecciate lotte e resistenze contro gli sfratti, gli sgomberi e i rastrellamenti di chi non ha i documenti in regola. Ma non solo.
Sono gli stessi quartieri su cui, ogni giorno, camminano persone che, per tirare avanti, si arrangiano come possono, alcuni stendendo un telo ad un mercato abusivo, alcuni rubacchiando. Quelle che, insomma, hanno più probabilità di finire in carcere.

Ad abitare queste stesse strade c’erano, armati dei migliori sogni, Chiara, Mattia, Nicco e Claudio, fino a che, il 9 dicembre, la Polizia li ha arrestati, con l’accusa di aver attaccato, nottetempo, il cantiere dell’Alta Velocità di Chiomonte.
Loro, ovviamente, non c’erano. E neanche Daniele, Toshi, Paolo, Andrea, Fabio, Michele, Beppe, Fra, Marianna, Marco, Gabrio, Maria e Simona, arrestati lo scorso 3 giugno, nell’ambito di un’inchiesta che ruota tutta intorno alla resistenza organizzata contro gli sfratti in queste strade. La lista si allunga ancora, se pensiamo a quanti hanno lottato in questo pezzo di città e sono costretti a stare fuori Torino, chi con un obbligo o un divieto di dimora, chi con firme quotidiane in questure sparse per l’Italia.

Il corteo, ricordando le assenze, si è snodato, colorato e rumoroso, da Piazza Crispi a Corso Giulio Cesare, passando proprio davanti alla palazzina che, recentemente occupata, dà un tetto a quanti hanno deciso che il migliore piano per la casa era prendersela. Si è proseguito poi fino in Piazza Vittorio con scritte, striscioni, volantini e discorsi al megafono contro sgomberi, sfratti, Alta Velocità, militarizzazione delle strade e galera.

A unire argomenti così apparentemente disparati, il filo della lotta, alla quale è dedicata questa filastrocca:

«Faccenda bizzarra
tanto non era
buscare gazzarra
tra Aurora e Barriera;
dicevan in tanti
“ma questi so’ matti
con slogan tonanti
non vogliono sfratti!”
Non solo proteste
di urla e fischietti,
pur voi li vedeste
legar cassonetti.
Stranieri e italiani
non più rancorosi
con cuor, mente, mani
contro i danarosi;
“Leguleio, ufficiale,
padroncino, polizia
io col mio sodale
vi spazzerò via!”
Non servon le masse
ma i liberi e uguali,
la lotta di classe
ha piene, ha cali.
Tin tin di manette
porta ‘l brigadiere
ché da camionette
pulimmo il quartiere.
Ma niente è finito
l’ingiustizia: un’evidenza
affina l’udito
qualcun fa resistenza.
Le valli, la strada,
fin dalla prigione,
in ogni contrada
si pugna il tenzone.

Lo sappiamo bene, sia chiaro, sia tondo
quel che vogliamo
è squassare ’sto mondo;
senza potenti, denaro e polizia
una vita più giusta
può dirsi anarchia.»

L’autore di queste rime è Toshi. Per scrivere a lui e agli altri:

Daniele Altoè C.C. Piazza Don Soria, 37 - 15121 Alessandria;
Andrea Ventrella C.C. Via Port’aurea, 57 - 48121 Ravenna;
Paolo Milan e Toshiyuki Hosokawa C.C. Località Les Iles, 14 - 11020 Brissogne (Aosta);
Giuseppe De Salvatore C.C. via dei Tigli, 14 - 13900, Biella;
Francesco Di Berardo C.C. via Roncata, 75 - 12100, Cuneo;
Nicolò Angelino C.C.Via Maria Adelaide Aglietta, 35 - 10151, Torino;
Michele Garau C.C. Strada Quarto Inferiore, 266 - 14030, località Quarto d’Asti, Asti;
Marianna Valenti e Fabio Milan C.C. Via del Rollone, 19 - 13100 Vercelli;
Niccolò Blasi e Mattia Zanotti C.C. San Michele strada Casale, 50/A - 15121 Alessandria;
Chiara Zenobi e Claudio Alberto C.C Via Maria Adelaide Aglietta, 35 - 10151, Torino;

Fonte: Macerie-Torino

“Se le scintille che fanno esplodere la polveriera non sono
in genere avvenimenti eccezionali, ma fatti purtroppo relativamente comuni, come l’uccisione
di un ragazzo da parte della polizia, non si può ignorare che questi episodi gettano benzina su
braci accese che da tempo ardono nascoste.
Sentirne la temperatura per tempo ci consentirà allora
di non farci trovare impreparati, affacciati alla finestra e per di più sulla piazza sbagliata.”

Tratto da “La casa è di chi la abita”

All'alba della mattina di martedì 3 Giugno, nella città di Torino, un manipolo di sbirraglia si è presentato all'Asilo Occupato, alla casa occupata di Via Lanino e in abitazioni private per eseguire 29 misure cautelari, delle quali 11 con detenzione carceraria (tra cui Nicco, Claudio e Chiara già in carcere in regime di Alta Sorveglianza per l'accusa di terrorismo nella lotta No Tav) e per indagare 111 fra compagne, compagni e chi resiste agli sfratti e alla polizia in strada, non solo a Torino ma anche di altre città. I reati contestati sono violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, aggravati dalla reiterazione, sequestro di persona e tentata estorsione di “proroga”. Tutte accuse per colpire la lotta contro gli sfratti nel corso degli ultimi due anni avvenuta tra Porta Palazzo e Barriera di Milano. Le compagne e i compagni tratti in arresto e portati in carcere sono definiti “pericolosi soggetti sociali” e questo giustifica la detenzione preventiva, secondo lorsignori...
Tutto questo enorme castello repressivo viene attivato per fermare una determinata lotta che ha creato non pochi problemi al maggior partito della città piemontese, cioè quello della polizia, e a banchieri targati Intesa-San Paolo e padroni di tutte le risme.
Non ultimo per ordine di importanza, anche questa inchiesta vede in campo Rinaudo, si proprio lui, il non tanto giovane rampollo della potente procura di Torino, in campo anche nel reprimere lotte come quella No Tav o contro i CIE.
Quello che balza subito all'occhio dopo l'ondata di arresti è la dispersione premeditata fatta dal potere nel portare i compagni in diversi carceri, con il fine di spezzare solidarietà interna alle mura e esterna in strada; undici detenzioni e nove carceri sparpagliati con Le Vallette, carcere di Torino, minimamente toccato da questa ondata di arresti. Qualcuno nei piani alti si ricorda ancora, forse, il presidio risoluto del 14 dicembre scorso, quando in gabbia a Torino c'erano Claudio, Mattia, Nicco e Chiara a cinque giorni dall'arresto del 9 dicembre e tutta la solidarietà mostrata nel corso di questi mesi ovunque? Noi crediamo proprio di si...
Questa operazione non riguarda solamente la vitale lotta contro gli sfratti, ma, non ci vuole molto a capirlo, cerca anche di zittire e fiaccare altre lotte presenti in città, portate avanti da compagne e compagni generosi a Torino: la lotta contro l'alta velocità e la solidarietà ai 4 accusati di terrorismo, la lotta contro il CIE di Via Brunelleschi, la lotta contro il carcere e lotta contro ogni fascismo, tema purtroppo ancora caldo dopo la coltellata di un nazi, coperto da altri cinque, rifilata domenica sera ad un individuo che aveva “segni visibili” di essere un compagno.
Ma c'è di più... Questo ennesimo tentativo di colpire individui che lottano contro l'esistente, tentando la via del concorso e non dei reati associativi (dopo che quest'ultima accusa è andata male anche nei processi contro i compagni anarchici di Bologna e Trento), viene fatto per spezzare relazioni variegate intercorse, dove la mediazione dello Stato non è più la base per costruire le proprie vite, dove il contratto sociale che nessuno ha mai firmato con qualsiasi autorità viene disatteso continuamente, dove la becera dicotomia fra legale e illegale viene negata dalla scelta individuale e collettiva di dare un'intensità altra alle proprie vite, che è in antitesi con un'esistenza fatta di sfratti, alta velocità, razzismo e gabbie.
Se tutto questo viene attaccato, nessuno può rimanere fermo a guardare, perché con questo atto vengono attaccate tutte le passioni di vivere una vita realmente vissuta senza sbirri, senza Stato, senza autorità, senza galere e senza questo mondo dominato dalla merce.
Un caldo abbraccio a Fabio, Paolo, Andrea, Fra, Michele, Toshi, Daniele, Nicco, Beppe, Chiara, Nico, Claudio, Gabrio, Marco, Marianna, Maria, Simona, Moski, Rasta, Sofia, Davide, Simone, Claudia, Graziano, Pier, Cam, Mattia, Fabi e Sabbo.
Libere/i tutte/i e subito!

Arrabbiati da Cremona

Dalle prime ore della mattina di oggi, 3 giugno 2014, è scattata un'operazione repressiva orchestrata dalla pm Pedrotta e dal pm "frammassone" Rinaudo, contro diverse realtà conflittuali anarchiche. Per ora le notizie sono frammentarie, ma sarebbero in corso 25 perquisizioni a Torino e in Piemonte, tra cui quelle dell'Asilo Occupato e dell'occupazione abitativa di via Lanino, oltre alla notifica e all'esecuzione di diverse misure cautelari: 11 in carcere, 6 ai domiciliari, 4 obblighi di dimora, 4 divieti di dimora, 4 obblighi di firma. Vi sarebbero complessivamente 111 indagati e i reati contestati vanno dalla "devastazione e saccheggio" al "vilipendio alla nazione", passando per "invito all'insurrezione armata contro lo Stato", "sequestro di persona", "danneggiamento", "resistenza a pubblico ufficiale" e "occupazione di edifici"; la scelta strategica degli inquisitori non prevede l'utilizzo di strumenti quali i reati associativi, bensì il "concorso" nella commissione dei suddetti reati.

Fondamentalmente un'inchiesta imbastita con la pretesa di compiacere i grandi poteri della città: palazzinari, banchieri, cementificatori e Partito Democratico, che notoriamente a Torino si sovrappongono e si miscelano senza soluzione di continuità.

Le accuse mosse contro compagne e compagni riguarderebbero principalmente le pratiche di resistenza agli sfratti (dai picchetti all'occupazione della sede degli ufficiali giudiziari), i cortei spontanei e gli attacchi alle sedi del Pd degli ultimi mesi, nel tentativo di sedare a colpi di misure cautelari chi, in diversi quartieri cittadini, sta promuovendo l'autorganizzazione di sfruttati e sfrattati nella riappropriazione di spazi abitativi, nella lotta contro la gentrification, contro la speculazione edilizia e contro i soggetti politici e finanziari che saccheggiano ovunque le nostre esistenze.

Aggiornamento: dopo ore di resistenza sul tetto gli sbirri lasciano l'Asilo Occupato e anche via Lanino resta in mano agli occupanti e alle famiglie che la abitano.

L'invito è quello di passare in via Alessandria 12 per contribuire a sistemare la devastazione lasciata dai servi in divisa.

ASSEMBLEA APERTA ALLE 17.30 ALL'ASILO OCCUPATO - a seguire cena benefit arrestati e indagati

Non siamo ancora in grado di sapere con certezza dove siano stati incarcerati. Appena possibile aggiorneremo i contatti.

Fabio Milan
Paolo Milan
Andrea Ventrella
Francesco Di Berardo
Michele Garau
Toshiyuki Hosokawa
Daniele Altoé
Niccolò Angelino
Giuseppe De Salvatore
DA CONFERMARE

Per scrivere agli arrestati:

Claudio Alberto (prigioniero No Tav)
C.C. Via Arginone 327 - 44122 Ferrara

Niccolò Blasi (prigioniero No Tav)
Casa di Reclusione Via Casale San Michele 50 - 15100

In questa campagna elettorale cremonese abbiamo visto di tutto: razzismo sdoganato da più fronti con fascisti e leghisti invitati dappertutto (nelle scuole e anche a parlare di volontariato), ex-sbirri candidati, il PD primo partito, quello che ha creato i lager di Stato detti CIE (Centri di Identificazione e Espulsione per immigrati), quello stesso partito responsabile della devastazione e dei saccheggi dei territori (vedasi il Tav il Val di Susa, le discariche di amianto e gli inceneritori sparsi per questo paese), delle leggi speciali sugli sfratti e altre nefandezze.
Insomma tanti motivi, per dire che “la miseria si fa virtù”...
Il dato che fa più impressione, per chi rimane ancora impressionato dalla decadenza di questo mondo, sono i 4211 voti nazisti dati dai cremonesi, cioè la somma di voti presi da Zagni, candidato sindaco delle Lega noto per la sua campagna elettorale incentrata contro gli immigrati (vedasi gli aberranti presidi anti-profughi in città) e i diversi, Galli, il ridicolo fascista del terzo millennio candidato di Casa Clown e i voti presi da Fratelli D'Italia, partitino fascista che appoggia il canoista Perri. Ecco questi 4211 voti sono uno dei tanti motivi per continuare a lottare anche qui nel territorio cremonese, un territorio ormai segnato dalla caccia all'uomo contro immigrati nelle strade, profughi, anarchici, sovversivi e individui che resistono in strada alla violenza poliziesca e istituzionale.
Nessuno può dimenticare la repressione nei parchi e nel mercato cittadino contro gli immigrati, gli sfratti eseguiti su povera gente e le cariche della polizia contro gli antifascisti avvenute negli ultimi mesi.
Non ci interessa sapere chi sarà il prossimo sindaco perché “votare significa null’altro che scegliere a quale dei pochi padroni presenti sulla scheda l’elettore preferisce obbedire, e con quale delle potenziali regole presenti sulla scheda l’elettore vuole essere governato. Poiché il processo democratico si basa sulla regola della maggioranza, la “scelta” dell’individuo non determinerà comunque quale genere di servitù dovrà sperimentare.
Sarà la scelta della “maggioranza” a determinarla per chiunque.
Insomma, votare non è agire, né assumersi la responsabilità della propria vita. Ne è l’esatto opposto. Quando le persone votano, stanno affermando di accettare l’idea che altri debbano determinare le condizioni della loro vita e del loro mondo. Stanno sostenendo che altri devono determinare i limiti delle scelte che fanno, preferibilmente semplificando queste scelte in mere decisioni questo/quello. Stanno delegando ad altri la responsabilità di prendere decisioni. In altre parole, chi vota sta ammettendo di accontentarsi di lasciare la propria vita nelle mani di altri, di rifiutare la responsabilità di creare la vita come la desidera, di evitare il compito di trovare i modi di decidere ed agire direttamente con altri che potrebbero portare a una reale trasformazione della realtà sociale.”
Continuiamo da essere in strada al fianco dei fratelli contro la violenza in divisa, continueremo ad opporci ad ogni forma di razzismo che sia leghista o di Casa Pound, continueremo a dare solidarietà ai detenuti perché siamo nemici di ogni gabbia e disertori di ogni frontiera e bandiera.
Continueremo a dire che ''Terrorista è lo Stato'' e che Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò li vogliamo vedere con noi in strada e nelle valli e non rinchiusi in regime di alta sorveglianza, perché il Tav va sabotato, la terra selvaggia va difesa e le galere vanno distrutte. Il nostro agire non si ferma all'atto di negazione. Dobbiamo decidere se continuare ad obbedire o farla finita con tutto questo. Non possiamo relegare i nostri desideri ad un fredda scheda elettorale, perché quando la vita brucia non sia ha più voglia di abitare qui, ma di vivere l'aurora insieme al tramonto di questo vecchio mondo.

Anarchiche e anarchici di Cremona