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In questo caso avete capito che:

  1. Il vero inquinamento è l’inquinamento attraverso la merce universalizzata, estesa a tutti gli aspetti della vita. Ogni merce esposta in un supermercato è l’elogio cinico dell’oppressione salariale, della menzogna che fa vendere, dello scambio, del capo e del poliziotto che servono a proteggerli.
  2. L’esposizione delle merci è un momento della sopravvivenza e la glorificazione della sua miseria: elogio della vita perduta in ore di lavoro forzato; di sacrifici consentiti per acquistare della merda (cibo sofisticato, oggetti inutili, automobili-sarcofaghi, oggetti concepiti per realizzare la propria autodistruzione...); di inibizioni; di piaceri-angoscia; di immagini derisorie proposte in cambio di un’assenza della vera vita e comprate per compensazione.
  3. L’incendio di un grande magazzino non è un atto terrorista. In effetti, poiché la merce è concepita per distruggersi da se stessa e venire rimpiazzata, l’incendio non distrugge il sistema mercantile ma vi partecipa solo con un poco di brutalità in più. Ora, non si tratta che la merce ci distrugge distruggendo se stessa. Bisogna distruggerla totalmente per costruire l’autogestione generalizzata.

In sostanza voi siete stufi delle apparenze, della noia e dell’essere spettatori; stufi di un mondo in cui ciò che si vede impedisce di vivere e in cui ciò che impedisce di vivere si fa vedere come caricatura astratta della vita. E voi lottate di già, coscientemente o no, per una società in cui la vera fine della merce è nel libero uso dei prodotti creati attraverso la fine del lavoro forzato. Contro il lavoro che impedisce l’abbondanza e produce solo il riflesso menzognero, noi vogliamo l’abbondanza che invita alla creatività e alle passioni.

Tratto da qui:

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SABATO 17 OTTOBRE ALLE 16.00 IN PIAZZA SANTA CATERINA A PISA

DISCUSSIONE A PARTIRE DAL LIBRO

 “CONTRO LO SCIENTISMO”

di Pierre Thuillier (S-edizioni)

A SEGUIRE CENA BENEFIT AL GARAGE ANARCHICO

In caso di maltempo l’intera iniziativa si terrà al Garage Anarchico, chiassetto S. Ubaldesca (zona S. Martino)

“Sapere è potere” F. Bacone

Il fondamento che si cela dietro questa frase, espressa da uno dei padri della scienza moderna, sembra abbastanza chiaro da non necessitare di alcuna spiegazione.

Eppure in molti tendono a considerare la scienza e la tecnica come due dimensioni distinte, se la tecnica è imprescindibilmente legata alle sue funzionalità e quindi si forgia al solo scopo di piegare la natura al suo utilizzo, la scienza viene ancora considerata da molti come una romantica ricerca del sapere fine a se stesso. Ciò che non è mai stata. Scienza e tecnica sono inscindibili. Se l’una si realizza grazie alle scoperte della prima, l’altra necessita di uno scopo che la orienti verso un fine pratico ed è strettamente legata alle condizioni materiali e culturali dell’epoca in cui si sviluppa. Il metodo scientifico si fonda già dalla sua invenzione sulla sintesi dell’esperienza in parametri misurabili, riducendola ai suoi meri aspetti quantitativi.

Che la scienza è potere diviene particolarmente vero quando essa, come soprattutto in tempi odierni, diviene l’unica dispensatrice ufficiale di verità. Se dio non è mai morto, è perché ha solo cambiato aspetto. Chi oggi potrebbe smentire le sentenze di uno dei qualsiasi esperti in camice bianco? Basta anche solo mettere in dubbio il pensiero unico della scienza di stato per essere tacciati di essere ignoranti, complottisti, irresponsabili… E chi sarebbero i responsabili?

Coloro che da bravi credenti a testa bassa si coprono il volto, purificano le proprie mani con un disinfettante, riducono al niente i propri contatti fisici, sempre pronti a puntare il dito verso chi non si adegua alle norme?

Coloro che all’interno delle mura di università come il Sant’Anna producono il sapere necessario all’evoluzione delle tecniche usate in ambito militare?

Coloro che nei laboratori sacrificano animali in nome del culto del progresso?

Ebbene sì essi sono i responsabili. Responsabili di sostenere un esistente fondato sul dominio e la distruzione dell’ambiente naturale; responsabili di ridurre le relazioni umane a freddi comportamenti meccanici; responsabili della morte e tortura di milioni di persone dall’altra parte del mondo e di milioni di animali in quella parte di questo mondo che viene tenuta sistematicamente nascosta.

E noi sì, siamo irresponsabili perché ancora non ci pieghiamo di fronte alla verità impartitaci da qualcun altro, siamo irresponsabili perché contrastiamo il potere in tutte le sue forme, siamo irresponsabili perché amiamo il lato selvaggio della vita, amiamo la bellezza della natura e l’irriducibile espressività indefinita della poesia.

Alcuni irresponsabili

“In partenza, vi era il mondo della vita, nel senso banale e ingenuo che i non-scienziati danno all’espressione. Un mondo a volte allegro a volte triste, in cui gli uomini provano dei sentimenti e delle emozioni, dove cercano la loro strada, amano, lottano, ecc. Poi arriva la “scienza”, neutrale e oggettiva: non restano che atomi, ancora atomi, soltanto atomi. Ed esperti di atomi, che ci insegnano, sempre neutrali e oggettivi, che noi dobbiamo vivere “scientificamente”; vale a dire come dei conglomerati di atomi, come dei grossi edifici molecolari di cui sono i soli a conoscere la vera natura. Curiosamente i nuovi maestri spirituali ci fanno tornare alla vecchia affermazione biblica: l’uomo è polvere e tornerà polvere…” P. Thuillier

Roger Bernard (1921-1944) impara il mestiere nella tipografia del padre, ma la poesia lo travolge fin dalla prima gioventù. Trascorre l'adolescenza chino sui libri, a perfezionarsi, a scoprire i segreti dell'alchimia del verbo. I Chantiers de Jeunesse – organizzazione paramilitare che doveva sostituire il servizio militare, all'epoca abolito – lo annoiano, per cui al suo ritorno cercherà la rude compagnia di chi lotta contro l'invasore croceuncinato. Si unisce alla Resistenza, assieme alla sua compagna incinta, nella valle di Calavon, e qui fa la conoscenza del capitano Alexandre, il poeta René Char. È a lui che, fra un sabotaggio ed un altro, leggerà le sue poesie. Il 22 giugno 1944 Roger Bernard cade nelle mani dei nazisti. Farà appena in tempo ad inghiottire il messaggio che sta portando, prima di venir fucilato in mezzo alla strada dopo aver rifiutato di rispondere a qualsiasi domanda. Straziato e sconvolto, René Char lo ricorderà più volte nei suoi Fogli d'Ipnos.  

***  

Non passare sotto l'albero:

Piove una dolcezza troppo pesante da sopportare!  

Notte della terra, proteggimi! che il mio scheletro non sia più triste e battuto come la terra schiacciata da un portico di chiesa. Non sono brutto. Faccio solo paura. Ma lo spavento è gioia isterica. Sono colui che si vuole resuscitare. La carogna puzza sul tetto;

E tutto muore di respirare. Un solo buon odore mi piace: quello della radice. No. Non voglio rinascere grano identico a quello che si è seminato – pesante, uniforme ma sottilmente distinto come i dodici grani di mezzanotte! Sono colui che non resusciterà!  

Addio biancore tagliente d'estate. Addio cotone del pioppo, bava di tamarisco, fiamma di santoreggia.  

La cicala ha trebbiato il grano! Dolore vieni sul mio cuore; che si sottometta.  

Adesso penetro ciò che il tuo dito mi indica. Io vivrò. Io vivo! Vivo Sull'eterna gioia vivente di morire!  

Pronuncia la parola gioia; il mio respiro ora s'accorcia. Comincio ad ottenere tutto.  

Dobbiamo separarci. Hai sofferto in me e penetri la gioia di te stesso. Sono tuo amico e ti abbraccio. Ma allontanati da me, per la nostra pace!  

Allontanati da me e avrai la gioia.  

L'anno muore, un pigmento rosso sul bordo di ogni ciglio. Qui termina il libro del tuo stupore.  

Quelli che hanno sofferto non parlano più. (e quelli che hanno la gioia; silenzio).  

La gioia viva di morire! La gioia viva di morire.  

Un bacio e che la pace sia nei tuoi occhi!    

Moulin du Calavon, 1943  

Tratto da Ma faim noire déjà, 1945

Fonte: Finimondo

Lo scorso 17 settembre, a Roma, la Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi degli avvocati di quattro anarchici cui è stata inflitta la Sorveglianza Speciale dalla Corte d’Appello di Genova a seguito di un processo svoltosi nel 2019.


Qui trovate un testo di Amma, nostro compagno e uno dei quattro a cui è stata confermata la SS:

SOCIALMENTE PERICOLOSO? Seh magari!

"La farfalla per l'esistenza del bruco nella sua forma attuale rappresenta un pericolo dato che l'inizio di una è la fine dell'altro"

Io Ammanuel F. Rezzonico mi dichiaro Anarchico.

La mia Anarchia è l'utopia di un mondo privo gerarchie, autoritarismi e rapporti di potere. Il mio essere Anarchico è lottare per creare relazioni di complicità orizzontali, autorganizzate basate sul dono e non sul commercio.

Il mio essere Anarchico è non accettare le ingiustizie protratte dai più forti contro i più deboli in primo luogo smascherandole ogni qual volta lo reputerò.

Solo un miope non è in grado di vedere ciò su cui si erge l'ordine sociale costituito: una montagna di cadaveri. Il capitalismo è una macchina che fagocita tutto ciò che incontra in nome della logica del profitto. Basta osservare il fatto che il ministero dell'economia e delle finanze Italiano possiede ca. il 30% delle azioni di Leonardo Finmeccanica (ditta esportatrice di armi nei principali conflitti del medio-oriente) e come se non bastasse lo Stato Italiano ha finanziato il regime Siriano per contenere i migranti prima che possano varcare i suoi confini. Appare in maniera grottesca la farsa dell'ipocrisia perbenistica, una delle poche virtù di questa borghesia pusillanime è sempre più palese che per la logica del profitto vengono destabilizzati i regimi "scomodi" al fine di rimpiazzare il tiranno di turno con uno che non imponga tasse eccessive all'eni, guarda caso altro colosso Statale Italiano, per spolpare un altro pezzo di questo pianeta. Lo Stato Italiano vende armi ed ha interessi nelle guerre che creano il fenomeno della cosiddetta immigrazione di massa, ma perché fermarsi qua!

Lo Stato Italiano rinchiude, pesta, tortura ed uccide chi scappa dalla miseria di cui è complice senza dimenticarsi di lucrarci.

Questa è parte del meccanismo su cui si erge la società borghese e perbenista occidentale.

Una società che quando non addita come cause della crisi le conseguenze del proprio stile di vita consumistico in un atto di viltà senza eguali si lava la coscienza con la sua indignazione democratica ed una preghiera.

Io tutto questo lo trovo profondamente ingiusto.

L’8 gennaio 2020 il Tribunale di Genova ha applicato la misura della sorveglianza speciale a 4 Anarchici me compreso. La richiesta è partita dalla questura de La Spezia in seguito ad una passeggiata rumorosa che denunciava l'ennesima ingiustizia perpetuata da chi detiene il potere nei confronti di chi non la vede come lui, in questo caso: il pestaggio di un compagno anarchico ai tempi detenuto a La Spezia.

Seppur non farò della repressione un metro di giudizio della mia lotta sento la necessità di fare una precisazione a seguito di quanto illustrato precedentemente.

L'ordine sociale costituito e la società che ci si erge sopra sopravvivono grazie ad un meccanismo che unge i suoi ingranaggi con il sangue. Se la società che ci circonda è questa la mia idea di Anarchia è inscindibile dal concetto di pericolosità sociale e anzi in tempi cosi infausti in cui la repressione colpisce cosi duramente momenti a "bassa intensità" come il fatto da cui è partita la Sorv.Spec URGE la voglia e la necessità di affermare la volontà di pericolosità verso questa putrida società.

GUERRA ALLA SOCIETÀ

LUNGA VITA ALL'ANARCHIA