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A proposito di c.s.a. Kavarna

...la passione per la libertà è più forte d'ogni autorità...

Qualche riflessione, un mondo altro.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ad Aro e Colo, compagni di cui condividiamo pensieri e la gioia di quella notte.
Oltre alla solidarietà, affermiamo la nostra complicità nella rottura con questo mondo.
A chi ha usato le parole “prigionieri politici”, PRRRRRRRRRRRR.
Noi ci sentiamo prigionieri esistenziali, dove l'evasione da questo mondo fatto di sfruttamento e oppressione, questo ergastolo sociale, è quello per cui ci battiamo, sentiero che vogliamo esplorare in ogni momento e ovunque.
Riabbracciare i nostri compagni è stata un'emozione indescrivibile, atto pratico della scritta apparsa mercoledì sera, subito dopo l'arresto: I CUORI DI ARO E COLO SARANNO LIBERATI. LIBERI/E TUTTI/E.
C'è chi dice, c'è chi fa. C'è chi tiene la teoria al di fuori della pratica.
Tutto questo ci è avverso, come sbirri, padroni, banchieri, preti, politici e pennivendoli di regime.
Tutto questo ci ha fatto capire, ancora di più, che sono le relazioni rivoltose la sola cosa che salveremmo in questo sistema fatto di merda, di merce e di autoritarismo.
Con profonda collera verso l'esistente, ringraziamo tutte/i della solidarietà mostrata.

Anarchiche e anarchici di Cremona

Nella notte di martedì 5 febbraio, mentre ci adoperavamo nell'atto derisorio ai danni del potere bancario, il nostro saper fare è stato interrotto ora dallo spettro di una pallottola in testa ora dal rumore della mano poliziesca. Una volta presi in ostaggio, siamo stati rinchiusi nella sala fermi della caserma dei carabinieri; senza essere informati dei reati commessi, siamo stati lasciati al nulla della stanza fino alla dichiarazione di arresto avvenuta alle 18 del giorno seguente.
Il ricorso alla galera è scattato in quanto nelle nostre abitazioni (perquisite in mattinata), sono stati trovati “pericolosi” scritti anarchici, utilizzati dall'apparato repressivo per costruire la solita menzogna del mostro insurrezionalista. Le accuse con le quali varchiamo l'ingresso di Ca' del ferro (carcere di Cremona) sono pesantissime e spropositate ai fatti: due reati associativi, uno per danneggiamento, un altro per trasporto di esplosivi e, il tanto in voga 280 bis - terrorismo.
Il progetto politico non può che essere mediatico: le cazzate uscite dai giornali e la nostra liberazione avvenuta già Giovedì ne sono la conferma. Prigionieri politici!? Siamo anarchici: il privilegio della politica non solo ci disgusta, ma lo combattiamo come ogni forma di autorità.
Tutti liberi - tutti viventi!
Un caldo abbraccio agli amici/compagni/solidali
che fin dalle prime ore di mercoledì hanno scaldato i nostri cuori.
Per la libertà.

-banalità di base-

Se siete lavoratori, disoccupati, nullatenenti, studenti, immigrati, di pelle nera, olivastra o giallognola, sfruttati, oppressi, democratici, comunisti, anarchici, omosessuali, transessuali, pervertiti, erotici, sognatori, contro-sistema, ribelli, rivoltosi, se avete un cane, un gatto, un uccellino, una casa, una panchina dove passate le vostre giornate, se vi vestite alternativi, se avete i dreadlocks, se fumate, se siete pensanti, usate la bicicletta, se passeggiate tranquilli in queste strade, se siete solidali, se vi piace leggere, se vi piace aggregarvi o condividere, se avete un'esistenza effimera che voi ritenete tranquilla, se avete dei problemi come hanno tutti quelli che subiscono questo esistente...
ATTENTI
Nella zona in cui abitate o dove passate le giornate nei parchi, in via Felice Geromini 28, ha aperto una sede Casa Pound, associazione nazi-fascista famosa per le seguenti azioni:
attentati incendiari contro sedi politiche non fasciste bottigliate sulle teste a persone che non pensano in modo fascista
aggressioni a ciò che considerano inferiore aggressioni per odio razziale e sessismo aggressioni a studenti uccisioni di persone di colore (ricordate Firenze?) accoltellamenti a chi non la pensa come loro.
Ribellarsi per non aver paura di questi fascistelli sovvenzionati dal sistema imperante è una necessità!

Amanti della libertà

Di questi tempi politicanti, rappresentanti sindacali della polizia penitenziaria e associazioni caritatevoli fanno a gara per dire la propria sulla situazione delle carceri italiane.
Indulto e amnistia, parole usate anche molto spesso dai detenuti come questioni da affrontare in modo urgente, sono diventate ormai cavalli di battaglia di quegli stessi loschi personaggi che hanno provveduto a riempire negli scorsi anni le medesime galere.
In particolare, nel carcere di Cremona il tanto “atteso” nuovo padiglione è entrato in funzione nel mese scorso.
Il sovraffollamento del carcere non ha subito alcuna modifica, dato che il nuovo padiglione è destinato ai trasferimenti dal carcere milanese di San Vittore, come detto dall'impavida senza vergogna ministra Cancellieri. Non solo. E' notizia di questi giorni che la situazione all'interno di Cà del Ferro è
ancora peggiorata a causa della chiusura della sezione E a causa di “gravi infiltrazioni d'acqua” (parole delle guardie stesse).
Questo è l'ennesimo esempio che il carcere e l'aumento della sua capienza non sono la soluzione, ma parte del problema.
Inoltre, è emerso che nell'ultimo mese cinque immigrati sono stati deportati ed espulsi nell'immediato momento in cui hanno finito di scontare la loro detenzione.
Nel momento in cui il sistema CIE è visibilmente inceppato (principalmente a causa delle rivolte degli immigrati che vi si trovano rinchiusi) è il carcere stesso ad assolvere alla funzione di espellere i cosiddetti clandestini.
La nostra solidarietà e complicità va a tutti i detenuti in ogni tipo di gabbia.
Per esprimerla si terrà un presidio Sabato 4 gennaio dalle ore 9,00 alle ore 12,00 sotto le mura del Carcere di Cremona Ca' Del Ferro, in via Palosca 2.

Compagne e compagni di Crema e Cremona