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“Tutto è nulla”

Giacomo Leopardi

L'esistenza scorre nei passaggi dell'incompiuto. Far saltare in aria certezze, per vivere all'aria aperta, è un ottimo modo per spezzare inutili chiavistelli psichici e materiali. La paura, anche. La paura, però, è nello spirito di chi trova il sentiero del crimine chiamato libertà.
La realtà e il sogno sono a doppia intensità: da una parte il male di esistere, dall'altra sabotare per vivere. Mettere in gioco la vita per non aver paura della morte, contro la sottomissione quotidiana, è il prodromo di percorsi scoscesi, quanto ignoti, nel cercare di abitare il possibile.
Le idee che rimangono idee sono l'assurdo dell'inutilità, perché si può tutto poiché non dobbiamo niente, perché il pensiero può essere una forza trasformatrice solo nella misura in cui incontra il materialismo provato della gioia.
Sulla questione della libertà, perché essa non è un gioco di amministrazione, l'errore di dettaglio, una mediazione “sensata”, un qualcosa di te lasciato a chi ordina, è già un linguaggio di potere.
Se il potere recupera, l'unico modo per non farsi risucchiare è protrarsi verso l'irreversibilità della rottura: sospensione del tempo e dello spazio, dove le rappresentazioni discendono e dove l'unicità essenziale della semplicità apre mondi inesplorati.
Per tentare, desiderare è vivere. Per vivere, bisogna soffrire.
Soffrire apre al gioco della congiura, amando gli eccessi di sé, dove spirito e sostanza non vengono divisi tra loro dallo sbirro, in divisa o interiorizzato, per perdersi nella sovversione dell'amore facendo a pezzi la morale, contro l'universo mercantile.

“Il fuoco sperimenta l'immediatezza”

Eraclito

Ciò che è non va negato in nome di ciò che era o di ciò che sarà prematuramente, ma per dare finalmente vita a tutto ciò che desideriamo e che potrebbe divenire, nelle sue smisurate possibilità.
Chi insiste a percorrere il sabotaggio dell'esistente o nel rifiutare il più possibile gli oggetti e i rapporti mercificati, lasciati a chi si accontenta di servire senza ardere nelle passioni, pretende di portare con sé la sofferenza del circostante (e quindi anche sua), un insieme demistificante di rivendicazioni e pensieri leggeri mai avvilenti, che trascina il non-essere in luoghi sconosciuti, radicandosi nelle meravigliose e sconfinate occasioni che permangono nel rifiuto; quel rifiuto che unisce i nemici di qualunque frontiera, i disertori di qualunque bandiera, aldilà del recinto della proprietà, ove comincia il paese che non appartiene a nessuno.
Per rallentare il treno ad alta velocità che è questo mondo bisogna sottrarli energia.
Per fermarlo, bisogna usare a volte sassi, a volta sabbia, per bloccarne gli ingranaggi. Ammutinamento e sabotaggio, evocano, fin da subito, ciò che non si vuole, ciò che non si è.
Il martirio non è nel rischio della diserzione da ogni ogni ordine, ma nella rassegnazione e nella noia di esistere senza darsi al rischio di praticare il proprio sé.
Molto spesso bloccare un elemento è sospendere il tutto e minare alla base le relazioni, che avvengono nei luoghi dell'oppressione, è venire a meno al patto sociale che nessuno ha mai firmato con qualsiasi stato, continente o mercante.
E' l'intensità delle nostre vite a dar forza al lungo viaggio verso l'inimmaginabile.

A.

Dedicato a Chiara, Mattia, Niccolò e Claudio, incarcerati con l'accusa di terrorismo nella lotta NO TAV

LA VALSUSA CONTRO TUTTE LE NOCIVITÀ

Campeggio itinerante da Avigliana a Chiomonte, dal 17 al 27 luglio 2014

Nel 2006 il Movimento NO TAV della Valle di Susa fece una marcia sino a Roma incontrando le realtà in lotta a difesa dei propri territori e i numerosi sostenitori e amici diffusi in tutta Italia

Oggi il Movimento NO TAV della Valle di Susa chiama tutti i movimenti di lotta, tutti gli amici e i propri sostenitori ad una marcia in Valle di Susa.

Tappe della marcia: Avigliana, Vaie, San Didero, Bussoleno, San Giuliano di Susa, Venaus, Chiomonte.

Camminata a bassa velocità per dire no alle grandi opere, inutili e dannose, imposte alla popolazione, causa della devastazione delle nostre valli e dello spreco di denaro pubblico.

Camminata contro il controllo e la militarizzazione del territorio, per rispedire al mittente l'attacco repressivo contro il Movimento NO TAV.
Per ribadire che vogliamo Chiara, Claudio, Mattia, Nicco, Forgi e Paolo liberi insieme a noi.
Per informare e informarsi, per partecipare e condividere .

Per sostenere la Resistenza NO TAV..... perchè insieme si può battere il progetto Tav ..... perchè insieme si vince.

Ritrovo il 17 luglio ad Avigliana dalle ore 15 in poi, presso il VisRabbia per posizionamento di tende e/o camper e sistemazione dei partecipanti.

Ore 18 Festa di apertura del campeggio itinerante “La Valsusa in marcia contro il Tav” in Piazza del Popolo. Banchetti informativi, mostre fotografiche, cibo condiviso, interventi.
Concerti con Alessio Lega e Ice Eyes Band.

Non delegare.... Partecipa!

IL MOVIMENTO NO TAV

STAMPATO IN PROPRIO 03/07/2014-VALSUSA
LIBERA REPUBBLICA DELLA MADDALENA IN ESILIO

Sospendiamo lo sciopero della fame di massa che abbiamo cominciato (dal 23 giugno) contro il disegno di legge per la costruzione di carceri di massima sicurezza.

Sospendiamo lo sciopero della fame ma non terminiamo la nostra mobilitazione. Al contrario, recuperiamo le forze e comunichiamo al ministero della Giustizia che non accetteremo il funzionamento del Guantánamo greco, né nelle prigioni di Domokos, nè dovunque.

Restiamo diffidenti rispetto alle proposte di miglioramento al disegno di legge che sarà presentato giovedì (3/7) da parte del ministero, e siamo pronti a lottare con tutti i mezzi per evitare che questo disegno di legge-mostruosità per le carceri di massima sicurezza.

Sappiamo che non ci sarebbero state proposte di miglioramento se non avessimo fatto lo sciopero della fame. Ma il ministero dovrebbe anche sapere che di fronte all’organizzato silenzio imposto dalla stampa che ha taciuto sullo sciopero della fame di massa portato avanti nelle carceri greche (con la partecipazione di 4500 prigionieri), da ora cambiamo i mezzi di lotta e se necessario avanzeremo forme di lotta più incisive. Senza inutili indugi…

Iniziativa del Comitato di lotta dei prigionieri

Traduzione a cura di Contra info

IL 3 LUGLIO IN BOLOGNINA...

La mattina del 3 Luglio, sbirri e digos si sono presentati in 10 diverse abitazioni tra Bologna e Forli.
I mandati di perquisizione per i compagni si rifacevano a indagini che ruotano attorno a invasione arbitraria di edificio, ovvero situazioni che neanche nella perversa mente dei persecutori, di solito, giustificano le porte forzate, minacce anche di esplicito carattere sessuale, innumerevoli sequestri di materiale assolutamente casuale che va dai volantini, ad attrezzi da lavoro, fino agli immancabili effetti personali.
Di certo non c'è stupore ma la più naturale rabbia contro l'esistenza stessa dei sicari della repressione, volti a intimidire e scoraggiare chi in questa città sta portando avanti una lotta priva di patti e compromessi.

La strategia di terrore pubblico che parla la lingua degli sbirri sulle pagine dei giornali e sulle facciate internet è oramai comprovata ed efficace: fare terra bruciata attorno a chi si organizza giorno per giorno per non subire la misera brutalità di questo mondo.
Le nostre considerazioni sono semplici. Le gridiamo e le scriviamo ogni giorno.
Gli sbirri, i tribunali, gli infami, i politici, i giornali servono a far sì che chi si ribella abbassi subito la testa e soprattutto che, chi ancora non si ribella, ma magari ha cuore, ragioni e rabbia per farlo, non prenda esempio dalle pratiche di azione diretta.
Dopo un anno di occupazioni, sgomberi, denunce (ma anche di tante belle serate, di vita in comune, giornate indimenticabili), l'intera “Bologna che comanda” si è messa alla testa di una crociata contro anarchici e ribelli. La Bologna dei ricchi, dei palazzinari, delle Questure, degli infami di professione (si legge, giornalisti), o improvvisati tali per un favore fatto da una guardia, sta cercando di distruggere la resistenza di un piccolo gruppo di individui, che odiano tutta 'sta gente e non smetteranno mai di odiarla.
Se le persone che si ribellano fossero sempre di più, avranno sempre più pagine, celle, tribunali, denunce, celerini per fermarle tutte?!

Il loro mestiere di merda l'hanno fatto anche l'altra mattina, la nostra vita pure continua mai rassegnata e mai condizionata, indipendentemente dalla quantità di carta straccia che ci consegnano.
Il pomeriggio, nonostante la digos con le perquisizioni della mattina ci abbia sequestrato tutti i manifesti e i volantini, nonostante le decine di celerini che dal concentramento fino alla fine del corteo provocavano con la bava alla bocca cercando di sfogare finalmente sugli anarchici la loro sete di botte, la Bolognina ha visto comunque sfilare in strada un corteo di un centinaio di persone che, sfidando i divieti e il clima di tensione creato ad hoc dai giornali, hanno percorso le strade del quartiere per ribadire l'opposizione agli sgomberi, alla riqualificazione, alla violenza della polizia, un'opposizione che, anche se appena cominciata, evidentemente preoccupa non poco i potenti di Bologna e i loro servi in divisa.

La Bolognina non si tocca!

Riceviamo e diffondiamo due documenti sulla lotta in corso contro la riforma del sistema penitenziario in Grecia. Il primo è un documento dell'assemblea aperta contro il carcere speciale, il secondo è un contributo di alcuni compagni anarchici detenuti nella sezione D di Koridallos.
La legge sarà votata nella settimana che va dal 30/06 al 05/07. Da lunedì 23/06 i prigionieri di varie carceri greche faranno uno sciopero della fame (si parla di circa 2.500 detenuti).
Intanto fuori ci sono state varie azioni di controinformazione e varie ce ne saranno nelle prossime settimane. Per sabato 28/06 è previsto un corteo ad Atene e forse in altre città.

Seguiranno aggiornamenti

Documento della Rete dei prigionieri in lotta

Il 17 marzo è stata data per la consultazione pubblica una nuova legge che ristruttura il sistema carcerario che mira a rendere le nostre condizioni di vita peggiori di quanto non siano già ora. Con questo nuovo disegno di legge verrebbe anche allungato il periodo di detenzione di prigionieri sono considerati pericolosi e bloccherebbe anche la loro possibilità di avere dei permessi giornalieri.
Il nuovo modello prevede 3 tipi di detenzione a seconda della sentenza e della natura del reato ma anche del comportamento che si ha in carcere.
Alle sezioni di primo tipo (A) saranno destinati coloro che sono accusati di reati finanziari e coloro che sono accusati di furto senza l'uso della violenza.
Detenuti nel terzo tipo (C) saranno quelli detenuti o condannati per partecipazione a un'organizzazione terroristica (legge 187A) e quelli
detenuti per rapina appartenenti ad un'organizzazione criminale (legge 187).
nelle sezioni di tipo (C) saranno trasferiti coloro che sono condannati all'ergastolo per omicidio e quelli con pene detentive per ammutinamento in carcere, evasione, possesso di arma da taglio e violenza contro le guardie.
Tutto il resto dei prigionieri verrà messo nelle sezioni di tipo B.
Prigionieri di Tipo (C) non avranno accesso al lavoro carcerario e non potranno uscire dal regime di tipo (C) se non dopo 10 anni o 4 anni di fila nel caso in cui fossero stati relegati alle sezioni di tipo C per motivi disciplinari.
Dopo la scadenza di questo periodo di tempo, un pubblico ministero deciderà se un prigioniero è pronto a lasciare il carcere ogni due anni anche dopo la fine della suo/sua pena.
Inoltre, saranno limitati permessi di visita, posta elettronica e telefonate.
Forze speciali addestrate delle forze di polizia saranno responsabili della guardia esterna, del controllo dei visitatori e per reprimere le mobilitazioni della prigione.
I regolamenti interni delle prigioni di tipo C sono ancora sconosciuti, ma di sicuro le condizioni saranno più dure, ad esempio c'è la possibilità di restare chiusi in cella finoa 23 ore. Questo nuovo disegno di legge permetterebbe quindi di seppellire vivi non solo coloro che hanno pesanti condanne, ma anche coloro che hanno il
coraggio di rivoltarsi contro la barbarie del carcere.
Ognuno sarebbe in pericolo di essere trasferito sia dall'inizio della propria detenzione sia durante la sua durata.
L'unico modo per non essere sepolti vivi è quello di resistere con forza in questo momento.
La nostra passività che ci ha fatto tollerare per tanto tempo il restare chiusi nelle celle, i permessi di visita negati, il filo spinato che nasconde il cielo, l'umiliazione, le torture e le morti di questi buchi di merda "correzionali" dovrebbe dare spazio alla forza e all'azione.
L'insurrezione è la risposta di ogni essere umano che non si lascia sottomettere anche dopo anni di confino e che insiste a guardare il cielo senza filo spinato sul tetto e che vuole respirare l'aria della libertà mista al fumo delle carceri bruciate.
Questo testo è solo un invito ad iniziare un nuovo percorso di resistenza e di lotta come quelle del passato che hanno raggiunto conquiste e che sono spesso chiamati "benefici" dalle guardie a mo' d'insulto.
Non esistono "benefici" concessi da coloro che hanno scuoiato i nostri sogni perché tutto è stato ottenuto con il sangue delle rivolte e gli scioperi della fame.

SE NON ORA QUANDO?
SE NON NOI CHI?
FUOCO ALLE GALERE

Rete dei prigionieri in lotta

CONTRO LE CARCERI DI ALTA SICUREZZA

Immediatamente dopo il re-impasto del governo e la chiusura scandalosa delle sedute parlamentari, lo staff politico del capitale locale e internazionale ha dato massima priorità alla votazione, durante le sedute estive, di un disegno di legge per la creazione di carceri di alta sicurezza. Il disegno di legge è stato discusso il 17 giugno. Questo disegno di legge propone la creazione di tre tipi di sezioni con un aumento proporzionale del livello repressivo. I prigionieri detenuti
accusati di reati finanziari verranno relegati nelle sezioni “più tranquille” chiamate sezioni di tipi A. la maggior parte dei prigionieri verrà detenuta in terribili condizioni nelle sezioni di tipi B. Contemporaneamente verranno create le sezioni di tipo C per prigionieri ritenuti “speciali e socialmente pericolosi”.
Il bersaglio di questa legge sono gli anarchici ed i comunisti detenuti per le loro azioni politiche e i prigionieri non sottomessi, ovvero quelli che non smettono di lottare contro la dura realtà del carcere ed infine i detenuti per crimini organizzati.
I detenuti nelle sezioni C vivrebbero quindi un “carcere nel carcere”: abolizione totale dei permessi di uscita e dell'acquisizione del permesso di lavoro che ridurrebbero la durata della pena, l'inasprimento assoluto delle condizioni di rilascio (minimo 10 anni nelle sezioni di tipo C) e la creazione di sistemi di controllo
panoptico sono solo alcune delle caratteristiche principali del disegno di legge. Un'ulteriore strumento di oppressione concesso ai direttori delle carceri è l'uso di forze speciali di polizia nel controllo interno e l'uso “elastico” delle armi da fuoco.
Allo stesso tempo verrebbero concesse premialità e incentivi per eventuali delatori e collaboratori. Lo scopo di tutto questo è la repressione dei gruppi politici armati, la creazione di un soggetto colpevole e la prevenzione di un'eventuale osmosi tra prigionieri politicamente consapevoli ed i comuni.
La ristrutturazione del sistema penitenziario non è un'iniziativa isolata dello Stato greco, ma si iscrive perfettamente nei dettami dell'Unione Europea. Nel contesto della ristrutturazione generale del capitale e delle relazioni sociali, la ristrutturazione del sistema carcerario non è altro che un'altra parte dello "stato moderno di emergenza". In un momento di profonda crisi sociale ed economica, la repressione è una scelta centrale del sistema nel tentativo di disciplinare la società e di difendere gli interessi insanguinati della classe dominante. Il termine “nemico interno” è sempre più usato. Nel delirio securitario, non solo chi si oppone con le armi al capitalismo ma anche chiunque lotta e si batte contro il monopolio statale della violenza è considerato un “sabotatore del sistema economico”.
Considerando le condizioni di detenzione speciali per coloro "dentro le mura" e le condizioni di sopravvivenza speciali per coloro "fuori le mura", le lotte dentro e fuori dal carcere sono indissolubilmente legate. Coloro che sono imprigionati a causa della loro azione politica e i prigionieri che lottano, sono il primo obiettivo di questo attacco perché hanno lottato e sono ancora in lotta per il rovesciamento totale della brutalità moderna. La nostra solidarietà con le lotte dei detenuti è un momento della guerra sociale e di classe per una società ridotta all'immobilismo.

I prigionieri, in risposta diretta ai piani dello Stato, stanno organizzando diverse azioni, a partire da tre giorno di rifiuto del carrello dal 18 al 20 giugno e con altre azioni di maggiore intensità.
CORTEO SABATO 28/06 ORE 12 MONASTIRAKI
Assemblea aperta di anarchici ed antiautoritari contro il carcere di alta sicurezza