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Notizie dalle carceri…

Dentro e fuori

È la mattina del 9 marzo 2019 quando la Milano della produttività e del profitto si sveglia con l’acre odore dei materassi bruciati e il nero fumo negli occhi. In piena emergenza corona virus l’autorità é chiamata a ricordarsi di coloro i quali pensa sia possibile scordarsi. Dal carcere di San Vittore si alza una colonna di fumo nera mentre si odono grida e canti. I detenuti stanno insorgendo; qualcuno sale sul tetto mentre altri danno mano e voce al desiderio vendetta distruggendo tutto ciò che trovano. La gioia, l’emozione, il brivido, che quei momenti hanno provocato nella mia persona sono alcune tra le più importanti ragioni della mia ostinazione nel non mollare né men che meno scendere a compromessi nella lotta contro la limitazione/volgarizzazione delle mie passioni. É notizia di ieri l’arrivo in carcere della chiusura delle indagini a carico di 12 detenuti accusati di devastazione e saccheggio, lesioni personali e rapina. Per quanto mi riguarda nulla m’interessa in merito alla veridicità o meno delle accuse, esprimo la mia incondizionata solidarietà agli inquisiti senza mai dimenticare però il ritornello di quella vecchia canzone che recitava: liberare tutti vuol dir lottare ancora, vuol dire organizzarsi senza perdere un’ora.

Tratto da: parolealvento.noblogs.org

Op. Bialystok – Un testo di Nico

A* amic* e amor* della mia vita, a*  mi* compagn* di lotte e avventure, a* anarchic* e a tutt* coloro che hanno interesse per la mia situazione: scrivo queste poche righe per aggiornarvi sulle mie condizioni e farvi avere notizie sul caso repressivo che mi riguarda.
Il mio arresto è avvenuto a casa dei miei genitori la mattina presto di Venerdì 12 giugno ad opera dei ROS di Roma affiancati da carabinieri del comando locale. Dopo una lunga perquisizione, che ha interessato principalmente il materiale cartaceo presente nel furgone in cui dormivo e nella stanza che lì utilizzo, mi sono stati sequestrati una lunga serie di manifesti e locandine, libri, riviste ( alcuni dei quali a detta loro gli “mancavano”), corrispondenza personale, agende, taccuini e appunti manoscritti vari, tutti i computer ed i supporti di memoria esterni trovati nell’abitazione, due telefoni, una sim, una macchina fotografica digitale, nonché le scarpe che indossavo, un paio di guanti, uno scaldacollo ed una maschera antigas di tipo militare. Mi è stata contestualmente notificata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per partecipazione ad un’associazione con finalità di terrorismo e eversione dell’ordine democratico. Sono inoltre accusato a vario titolo di danneggiamento, imbrattamento, manifestazione non autorizzata, furto, istigazione a delinquere; la maggior parte dei suddetti reati è riconducibile alla solidarietà nei confronti de* indagat* e dei prigionieri dell’operazione Panico. L’operazione che mi riguarda (soprannominata Operazione Byalistock)  è il risultato dell’intensa attività d’indagine partita a seguito di un’azione a firma FAI/Cellula Santiago Maldonado avvenuta a Roma il 7/12/2017, oltre che della preoccupazione delle autorità repressive per alcune azioni dirette avvenute nella capitale negli ultimi anni (nel dispositivo sono stati citati alcuni incendi di auto del servizio car-sharing eni enojy, l’incendio di un ripetitore Vodafone, mentre i media parlano perfino di fatti risalenti fino a 10 anni fa, ovvero dell’attentanto esplosivo a una caserma dei carabinieri del 2010, ad una banca nel 2012, al tribunale di Civitavecchia nel 2016 e di uno avvenuto nel 2017 ai danni della sede dell’Eni) e per il periodo di possibile instabilità sociale che seguirà l’emergenza Covid-19. Nelle carte a mia disposizione si parla anche di collagamenti internazionali con Grecia (per un mio viaggio nel novembre-dicembre 2018), Cile ( per la visita di una compagna presso il Bencivenga Occupato nel settembre 2018) e con Berlino ( a quanto pare solo per un’azione a firma FAI avvenuta in quella città nell’ottobre dello stesso anno), oltre che ideologici con Alfredo Cospito, anarchico detenuto per la gambizzazione Adinolfi e varie azioni firmate dalla Federazione Anarchica Informale
Sono stato conseguenzialmente rinchiuso in una sezione di isolamento del carcere di Rieti per fare la quarantena di 14 giorni, adottata come misura dell’amministrazione penitenziaria volta a contenere la diffusione del virus Covid-19 all’interno delle carceri. Noi nuovi giunti siamo rinchiusi in celle 3,5 m x 2,5 m circa al piano terra dell’angolo sud-ovest della struttura. Da mercoledì 17 Giugno ci stanno finalmente facendo fare 40 minuti di aria a testa. La sezione è al completo e riusciamo a tenerci compagnia e ad aiutarci come possibile. Io sto bene, il mio morale è buono e per ora non mi manca niente in carcere. Ho sentito il saluto di domenica scorsa e ricevuto molti telegrammi e posta, tutte cose che hanno contribuito a darmi forza in queste lunghe giornate.
Ringrazio moltissimo tutt* per questo.Mi aspetto di essere traferito in un altro carcere con sezioni di alta sorveglianza entro la fine dei 14 giorni di quarantena. Entro 15 giorni circa da oggi dovrebbe svolgersi il riesame che si esprimerà sull’ordinanza di applicazione delle misure cautelari per me e * altr* 6 indagati detenut*. Colgo quest’occasione per mandare un caloroso saluto a loro e a voi tutt*. Il mio cuore è con voi.
Carcere di Rieti
19/06/2020
Nico