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In questo numero: ricordando Anteo e un romanzo russo, si parla
di gelosia e del quotidiano disastro nucleare. In più, siamo
ritornati sulla questione catalana, insieme alle buffonate del 4
novembre.

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In questo numero tra un eco non del tutto lontano e uno sguardo barbaro, tra la polizia che uccide ancora e la peste della partecipazione democratica, si parla anche di procreazione artificiale e dei marci di Roma. Per finire, non mancano mai le perturbazioni sull'esistente...

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Riccardo, compagno arrestato per la rivolta ad Amburgo, è stato condannato a 1 anno e 9 mesi con il beneficio della condizionale. Fra poco uscirà dal carcere di Amburgo. Non vediamo l'ora di riabbracciarlo, sperando che lo spirito delle giornate contro il G20 si diffonda ovunque...

Intanto riproproniamo la sua splendida lettera dal carcere, scritta a pochi giorni dall'arresto:

“La guardia Gohlosh personifica la cattiveria più detestabile: la cattiveria messa al servizio dei grandi della Terra. Una cattiveria monetizzabile. Essa non gli apparteneva più. L’aveva venduta ad individui più competenti che ne facevano uso per asservire e mortificare tutto un popolo miserabile. Non era più padrone della propria cattiveria. Doveva guidarla e dirigerla secondo certi regolamenti la cui atrocità non variava granché.”
(Albert Cossery – Gli Uomini dimenticati da Dio – 1994)

In questo momento mi trovo detenuto nel carcere Billwerder di Amburgo.
Sono stato arrestato venerdì 7 Luglio alle ore 19.30 nei pressi del Rote Flora.
Sono accusato di oltraggio allo Stato, di aver messo in pericolo la pubblica sicurezza, di aver svolto un ruolo attivo all’interno di un gruppo di quindici persone che ha fronteggiato la polizia, in particolare di aver tentato di ferire un poliziotto della Sezione Speciale di Bloomberg adibita ad effettuare arresti e recuperare reperti.
Non riconosco il dualismo “colpevole – innocente” proposto dagli apparati giuridici dello Stato.
Ciò che voglio dire a riguardo è di essere orgoglioso e felice di essere stato presente durante la sommossa di Amburgo contro il G20.
La gioia di vivere in prima persona la determinazione di persone di ogni età e da tutto il mondo che ancora non hanno ceduto alla tentazione di sottomettersi alla logica del denaro e del mondo capitalista non potrà mai essere sopita da nessuna misura cautelare. In un epoca storica in cui il capitalismo cerca di affondare il colpo definitivo e necessario al suo assestamento, in una continua oscillazione fra guerra interna (leggi speciali, chiusura delle frontiere, deportazioni) e guerra interna (massacri indiscriminati, distruzione e avvelenamento del Pianeta Terra); la rivolta di Amburgo contro il G20 ha dimostrato ciò che è più importante per chi ha ancora a cuore la libertà: la possibilità della sua realizzazione.
L’ efficienza tecnologica, fisica e tattica della polizia tedesca è stata tanto impressionante e spaventosa, quanto, di fatto, inutile a disinnescare prima e reprimere successivamente l’esigenza di svolgere contro la società mondiale, assurda e catastrofica, che i venti patetici Capi di Stato stavano lì a sfoggiare con meschinità, blindati nel cuore della città. I rassegnati e i riformisti potranno dire che, visto i rapporti di forza sviluppatisi negli ultimi decenni tra il potere e i suoi sudditi, quello di Amburgo sia stato un ennesimo esperimento di massa per verificare la tenuta degli apparati di sicurezza internazionale. Del resto è quello che veniva detto anche dopo il G8 di Genova nel 2001.
I ribelli e i rivoluzionari, però, non fanno i conti con le dietrologie della politica, ma con i propri sentimenti e i propri progetti. In ogni caso, mi pare di poter ribadire che, se anche così fosse, questo esperimento sia fallito del tutto. Nelle strade di Amburgo ho respirato la libertà incontrollata, la solidarietà attiva, la fermezza di rifiutare un’ ordine mortifero imposto da pochi ricchi e altrettanti potenti sul resto dell’umanità. Non più infinite file di automobili e composte processioni che ogni giorno santificano la liturgia oppressiva ed assassina del sistema capitalista.
Non più masse indistinte costrette a piegarsi e sudare per un’anonima sopravvivenza in favore dell’arricchimento di qualche ingordo padrone. Non più migliaia di sguardi assenti diretti verso qualche asettico display che aliena e deforma le nostre esperienze di vita.
Ho visto individui alzare gli occhi al cielo per cercare di agguantarlo.
Ho visto donne e uomini dare corpo alla loro creatività e alle loro fantasie più represse.
Ho visto le energie di ciascuno impegnate a tendere una mano ad altre che non si ergono al di sopra di nessuno.
Ho visto il sudore gocciolare dalle fronti per soddisfare i propri desideri invece di quelli di qualche aguzzino. Nell’ora della rivolta nessuno resta mai veramente solo.
Un forte abbraccio a tutti i compagni e le compagne, a tutti/e i/le ribelli prigionieri/e dello Stato tedesco. Un saluto appassionato ad Anna, Marco, Valentina, Sandrone, Danilo, Nicola, Alfredo, icompagni e le compagne sotto processo per l’ Operazione “Scripta Manent” in Italia. Ai/alle rivoluzionari/e e ai/alle ribelli prigionieri/e nelle galere di tutto il mondo. Un bacio a Juan. Dove sei … dove sei … sei sempre con noi!
Finché esisto: sempre contro l’autorità! Sempre a testa alta! Viva l’internazionale anticapitalista! Per Carlo! per Alexis! Per Remi! Per la libertà!

Riccardo

PENSIERO E AZIONE
Fiera dell’editoria anarchica

Due giorni di diffusione e propaganda delle idee anarchiche.
Due giorni di libri, incontri, presentazioni e discussioni per parlare
della storia e dell’attualità del pensiero e dell’azione anarchica, del
legame indissolubile che le unisce e della loro capacità di incidere nel
mondo nella prospettiva di cambiarlo.

Sabato 7 ottobre

ore 15: apertura della fiera e degli stand di stampa anarchica e
aperitivo.

Ore 16: Propaganda e agitazione oggi nei fogli, aperiodici e giornali
murali anarchici.  Diffusione, tematiche, stimoli e analisi in essi
contenuti.
Chiacchierata con alcuni redattori dei fogli e aperiodici Frangenti,
Metastasi, Brecce e discussione.

Ore 18: 30 Nestor Machno: bandiera nera sull’Ucraina. Guerriglia
libertaria e rivoluzione contadina (1917-1921), di Alexander V. Shubin,
ed. Eleuthera, 2012.
Presentazione del libro a cura della traduttrice Sara Baglivi e
discussione.

Ore 21.30: cena benefit.

Domenica 8 ottobre

Ore 11: L’importanza della conservazione della stampa di movimento a
cura delle biblioteche anarchiche e la sua fruizione. 21 anni della
Biblioteca Anarchica L’Idea di Roma.
A cura di alcuni compagni della Biblioteca L’Idea e discussione.

Ore 13.30: pranzo benefit.

Ore 16: L’intervento anarchico in una lotta specifica.
Incidere in un’opposizione allargata portando le proprie idee, la
propria prospettiva e i propri metodi.

Intervento a cura di Alfredo M. Bonanno e discussione.

Ore 21: cena benefit.

Piazzetta delle Giravolte – Lecce
Biblioteca Anarchica Occupata “Disordine”  -  disordine@riseup.net

In caso di maltempo le iniziative si svolgeranno all’interno della biblioteca